venerdì 20 marzo 2009

QUEL MALEDETTO E INTROVABILE VINILE DI IVAN GRAZIANI


INTERVISTA ESCLUSIVA A GIANMARCO FUSARI, STORIA DI UN CANTAUTORE

W. Ciao Gianmarco, benvenuto su Wiple. E’ una piacevole sorpresa vedere il tuo video nella top 10.
Si, insomma, è bello vedere che il popolo di internet è ancora in grado di riconoscere il valore della canzone d’autore. Nella nostra classifica ci sono band metal, rock, pop, tribute band, c’è chi fa musica elettronica e ci sei tu. Mi sembra che Wiple stia dimostrando che la musica, quando è buona musica, è in grado di toccare chiunque e che il vero talento musicale parli un linguaggio universale. Ci parli un po’ di te?

Innanzitutto voglio salutare tutto il popolo di Wiple e ringraziarvi per questa intervista. Spero di meritarmela! Dunque. In pratica suono da sempre, da quando ero bambino. Vi evito volentieri tutta la fasce dell’adolescenza e passo subito a parlarvi della splendida esperienza che ho vissuto come bassista con il gruppo “Altrocanto – La Tribù Acustica”, band composta da validissimi musicisti umbri che si è sempre mossa tra il folk, la musica popolare e d’autore, proponendo anche durante i live un notevolissimo repertorio di brani originali.

In breve, con la band ho fatto circa 250 concerti in tutta Italia, suonando spesso in luoghi prestigiosi (vedi Mostra del Cinema di Venezia), talvolta condividendo il palco con artisti come Edoardo Bennato, Avion Travel, Orchestra di Piazza Vittorio, Max Manfredi. Insomma un’esperienza molto formativa. Poi di seguito, sempre come semplice musicista, ho intrapreso un mio percorso di rivisitazione del repertorio dei grandi cantautori italiani. Da alcuni anni sono cantante e pianista dei Blu Mocambo-Tributo a Paolo Conte, chitarrista e pianista de Gli Sprassolati, e bassista de L’amore che strappa i capelli, quintetto interamente dedicato alla musica di Fabrizio De André.

Da un po’ di tempo poi, in contemporanea con gli altri progetti, ho intrapreso la strada cantautoriale. Ho inciso qualcosa con le mie sole forze e ho partecipato a qualche concorso in giro per l’Italia. I risultati sono stati davvero sorprendenti, alcune vittorie, qualche premio speciale e un’esibizione al MEI 2008, che considerata la mia breve esperienza da solista mi pare già un discreto risultato.

W. Da Paolo Conte a Fabrizio de André, da Ivano Fossati a Franco Battiato, il tuo amore per la musica sembra prediligere l’attenzione per il testo. E’ sempre accesa la diatriba sul fatto che cantautori di questo calibro siano o no poeti.
De Andrè disse: ‘Non sono un cantante bene, non sono un intellettuale. Sono solo uno che scrive canzoni guardandosi intorno.’
Condividi il suo punto di vista? Che opinione hai in merito?

Diciamo che dovrebbe essere così, ma poi nella realtà le cose stanno diversamente. De André è stato senza dubbio un intellettuale italiano. Forse oggi è cambiato il senso dell’essere intellettuale, rispetto a trenta o a quarant’anni fa e forse il cantautore ha subito una sorta di ridimensionamento da questo punto di vista. Per anni, da buona parte della cultura di questo paese, non solo musicale, il cantautore è stato considerato una specie di oracolo. Ora non è più così. E meno male.

Diverso è il discorso per quanto riguarda il rapporto tra poesia e canzone. Non possiamo dimenticarci che la poesia in qualche modo nasce “cantata” e dunque il negare potenzialità poetiche ad un testo musicale è frutto secondo me di un riflesso accademico, teso a difendere la forma-poesia canonica, che in larga parte è quella insegnata nelle scuole: la forma squisitamente scritta. Ciò nonostante esistono delle differenze sostanziali tra la forma canzone e quella poetica propriamente detta. Per esempio, per raggiungere il proprio scopo, la canzone può servirsi della suggestione della musica: una bella scorrettezza nei confronti dei poeti stonati, costretti a riempire il silenzio soltanto con le parole!


W. La scuola genovese, la scuola bolognese, quella napoletana…ci sono ancora le scuole?Qual è il substrato sul quale si forma oggi un cantautore? Quali sono le strade che deve percorrere per fare conoscere la propria musica?

Non ho mai creduto nell’esistenza delle scuole. Se andiamo a guardare bene esistono delle differenze evidenti di stile e di linguaggio anche tra coloro che provengono dalla stessa radice geografica. Non vedo ad esempio grandi affinità tra un De André e un Bindi, per restare nell’ambito della cosiddetta scuola genovese.

Tuttavia se si parla di scuola genovese, romana, napoletana, milanese e cosi via, è perché queste città, proprio in quanto “città”, hanno offerto agli artisti un osservatorio privilegiato sulla civiltà e sui suoi cambiamenti.
E questo in un’epoca in cui i grandi temi sociali erano sulla bocca di ogni artista risultava essere un grande vantaggio. Oggi, in un’epoca dove mi pare si tende a privilegiare le piccole storie e il vissuto personale dell’artista, questo fattore non ha più la stessa centralità e infatti non si parla praticamente più di scuole.

Tuttavia la città mantiene ancora la sua importanza per quanto riguarda le possibilità di accesso all’industria discografica, su questo non ci sono dubbi.


W. Qual è in sostanza il futuro della canzone d’autore in Italia?

E’ difficilissimo rispondere, anche perché bisognerebbe prima domandarsi cosa si intende esattamente per musica d’autore, ma si tratta di un discorso che va avanti da decenni, e non mi pare questa la sede appropriata per discuterne.
Eppure la scarsa definizione di questo concetto è una delle cause principali della crisi, in senso discografico, della musica d’autore.

Molti critici per esempio, a mio modo di vedere, si fanno letteralmente fregare e finiscono per considerare musica d’autore tutto ciò che risulta in qualche modo ben curato, ben vestito, ben levigato. Anche se spesso, a ben guardare, sotto questa patina di eleganza, c’è ben poco a livello di scrittura musicale.

Così si finisce inevitabilmente per mortificare chi al contrario ha qualcosa da dire. Ecco, se proprio dovessi sbilanciarmi, direi che nella canzone d’autore deve esserci soprattutto sostanza, al di là degli abbellimenti. Finché non si fa chiarezza su questo punto quelli veramente bravi faranno sempre una gran fatica ad emergere e contestualmente la canzone d’autore scivolerà verso lo svilimento più totale.


W Chi tra i cantautori emergenti ti sembra avere più talento?

Beh, Max Manfredi, Bersani, Gazzé, Silvestri, Pacifico, Pino Marino. Anche se devo dire che questi qui non sono più tanto giovani! Ahime…è da questo cose che si capisce quando uno sta invecchiando. A parte gli scherzi ci sono molti bravi cantautori e cantautrici in giro per la penisola, ma bisogna andarseli a cercare. Uno su tutti? Dente.

W. Come sai Wiple è sponsor ufficiale del talento musicale. Cos'è il talento? Da dove viene?

E’ un fattore con cui alla fine devi fare i conti e che può anche confonderti le idee. Il problema, come in molte altre cose, è la consapevolezza di se stessi e dei propri limiti. La cosa più difficile in assoluto è percepire quanto talento si ha realmente per una determinata cosa. Poi c’è da capire se è il caso o no di insistere e dedicare la propria esistenza a coltivare quel talento. E’ difficile, ma ad un certo punto diventa necessario.

W. Torniamo a te. Di cosa parla “La scatola di soldatini morti”? (http://www.wiple.it/index.php?page=showvideo&cod=401)

Perdonatemi se non risponderò compiutamente a questa domanda, anche se capisco il legittimo interesse e la curiosità che può nascere di fronte ad un testo non esattamente esplicito, come quello de La scatola di soldatini morti. Anch’io, nell’analizzare composizioni testuali ben più meritevoli di questa, ho spesso cercato di decifrare con precisione le intenzioni dell’autore. E’ un istinto naturale.

Tuttavia non mi riesce di parlare del significato delle mie canzoni, devo ammettere che mi imbarazza, non ne sono capace.

Posso dire senz’altro che non si tratta di una canzone pacifista, non è questa la chiave di lettura. Più di questo onestamente non sono in grado di dire. Mi perdonate?


W. Per questo brano hai ricevuto una serie di premi e riconoscimenti:premio per il Miglior testo al primo Festival della canzone d’autore di Albanella con il brano nel 2006. L’anno seguente Premio nazionale di Musica d'autore Cantautori Bitontosuite, Nel giugno 2007 il premio per il Miglior testo al concorso per musica d'autore Palco in Piazza di Due Carrare. Nel dicembre dello stesso anno 1° premio ex aequo del concorso per musica acustica Risonanze Unplugged di Limena . Nel 2008 vinci il concorso Sing your Song di San Demetrio né Vestini.Complimenti! Invito tutti i nostri lettori a leggere il testo: http://www.poesieitaliane.it/poesie_italiane_01.php?idt01=2445

Dimmi, tu con cosa baratteresti la realtà?

Con quel maledetto ed introvabile vinile di Ivan Graziani che inseguo da anni! Prima o poi ti trovo, è una promessa!

W. Il grido di WIPLE E' POWER TO THE MUSIC PEOPLE: Internet ha dato grande potere alla gente. Qual è il tuo rapporto con la rete? E con la gente?

Sarò consapevolmente retorico. Il mio rapporto con la rete migliora a vista d’occhio. Abbiamo vissuto una rivoluzione grandiosa, quella informatica, e come spesso accadde a molti di coloro che hanno in sorte di vivere in prima linea certi stravolgimenti, mi sono fatto trovare impreparato. Affezionato come molti ai miei riferimenti e ai miei riti, l’impatto iniziale è stato all’insegna della diffidenza.

D’altra parte qui non si sta parlando di un semplice avanzamento della tecnica ma di un radicale mutamento del modo di pensare e relazionarsi del genere umano.E dunque arriva un momento in cui una persona deve capire che rimanendo ai margini, aggrappata alle proprie convinzioni, rischia seriamente di smarrire gli strumenti per leggere, capire e infine codificare, ognuno secondo il proprio talento appunto, il mondo e gli uomini. Quello è il momento di rimettersi in discussione e io, anche da un punto di vista musicale, mi sto sforzando di farlo, anche se in tutta sincerità fatico non poco.

Ah…il mio rapporto con la gente è stazionario. Grazie!


W. Dove ti porta in questo momento la vita? E la musica?

Si spera sempre che le due cose coincidano. Per ora tra le due c’è reciproca stima.

W. Che anno sarà il 2009 per te?

Continuerò con i miei vari progetti e soprattutto mi impegnerò a crescere a livello compositivo, ad abbandonare certi schemi che ancora non sono riuscito del tutto a scrollarmi di dosso. Devo ammettere che è più faticoso di quanto credessi.

W. Dove potremo vederti suonare?

L’estate è vicina e proprio in questo periodo con i miei amici musicisti stiamo fissando alcune date in giro per l’Italia. Vi do appuntamento sulla mia pagina www.myspace.com/gianmarcofusari per tutti gli aggiornamenti.

W. Grazie Gianmarco e in bocca a lupo per tutto! Vuoi mandare un saluto e un augurio ai lettori di Wiple?

Certamente. Saluto e ringrazio i lettori e mando un grande in bocca al lupo a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno scelto Wiple per promuovere la propria musica. Mi congratulo con voi, ottima scelta!!!

BORN TO BOOZE: IL MASSIMO E' VEDERE LA GENTE CANTARE UNA TUA CANZONE


Intervista a Gabriele, batterista dei Born to Booze


W. Benvenuto su Wiple, sponsor ufficiale del talento musicale. Non perdiamo tempo! Quartetto base: tu alla batteria, Francesco alla chitarra solitsta, la voce è di Rocco e Simone è al basso. Come vi siete incontrati? Come nasce un gruppo? Qual è l’ingrediente per tenerlo unito e soprattutto per fare cose buone?

Grazie per lo spazio che ci date e per la notevole visibilità che ci state fornendo, io Simone e Francesco ci conoscevamo già per vari motivi sempre nell'ambito musicale della provincia di Pavia ma non eravamo mai giunti a formare un gruppo fisso, un bel giorno mi ha chiamato Simone dicendomi che lui e Francesco volevano formare un gruppo ed ecco che dopo pochi giorni nascono i Born to Booze , molto semplice direi, poi si è aggiunto il quarto elemento ( il cantante che all'epoca non era Rocco) ma che non è durato molto per diversità d'opinioni dato che lui non vedeva molto il fatto di fare pezzi propri, per farla breve dopo svariati "provini " abbiamo conosciuto Rocco che ci ha stupito per la sua potenza vocale e già avevamo alcuni pezzi pronti ma senza il cantato tra cui Alterego che lui è riuscito a interpretare alla grande.

L'ingrediente per tenere unito un gruppo penso sia tanta pazienza perchè fare pezzi originali non è facile e mettere d'accordo 5 persone sembra semplice ma non lo è, poi il divertimento deve essere alla base di tutto e la gioia di proporre cose proprie non ha eguali.

W. Quattro più uno. Direi una formazione da combattimento con la vocazione per il live. Mi sbaglio?

La formazione è partita da 3 poi 4 e infine 5 anche perchè facendo cose un po piu complesse servivano per forza di cose due chitarre, inizialmente con Barbara, si una donna che fa metal , be piu unica che rara e adesso con Vittorio che l'ha sostituita egregiamente. Diciamo che a noi piace suonare soprattutto dal vivo e dal vivo diamo il 110% , diamo veramente l'anima come tutti i gruppi metal e non, solo dal vivo si riesce ad esprimere la propria energia.

W. Nati per ubricarvi, born to booze, come cover band nel 2005, oggi proponete pezzi originali, e siete voi ad ubricare le serate del pubblico dal vivo.

La forza della vostra musica attinge dal metal più vero, un genere che in Italia non sembra trovare terreno fertile. Scelta coraggiosa. Pentiti?
Non pentiti ma forse un po delusi si dall'atteggiamento menefreghista che parte della gente, c'è tanta ignoranza e il non coraggio di puntare sui gruppi che fanno cose loro soprattutto nel metal, si è vero abbiamo iniziato come cover band giusto per capirci e capire se insieme potevamo dire qualcosa e qualcosa lo stiamo dicendo, diciamo che dopo poco abbiamo iniziato a fare cose nostre e ha funzionato , devo dire che i pezzi uscivano dalla nostra fantasia in modo molto naturale e da cosa è nata cosa, chi ci viene a sentire ne rimane favorevolmente colpito un po perchè cerchiamo d'essere il piu precisi possibile e musicalmente ineccepibili , limitatamente alle nostre possibilità da buoni dilettanti. Fino adesso siamo a quota 10 pezzi nostri con in mente di fare il nostro primo album quando saranno 12.

W. Ascoltando e guardando i vostri video su Wiple.it anche un orecchio non esperto percepisce una certa confidenza con i vostri strumenti, voce compresa. Come si raggiunge un livello musicale e compositivo così elevato?

Grazie dei complimenti! Non ti dico quante volte proviamo e riproviamo i pezzi ,allo sfinimento . Tutti più o meno suoniamo da parecchio tempo e tutti siamo sulla stessa lunghezza d'onda per quanto riguarda lo strumento, provare provare provare, e naturalmente studiare lo strumento nei ritagli di tempo che uno riesce a trovare dato che lavoriamo tutti.

W. Suonare dal vivo richiede poi un altro ingrediente fondamentale, soprattutto in un genere come il metal, l?energia. E' più quella che date o quella che ricevete?

Ci è capitato di suonare davanti a poca gente , ma ne basta una di persona che ti da la carica e tu rendi come se fossi davanti a 1000 persone, forse ho un po ingigantito la cosa ma è cosi. Credo che il massimo sia vedere la gente che canta una tua canzone e che segue il tuo pezzo , penso che mi emozionerebbe e mi darebbe una carica immensa.

W. Il grido di WIPLE E? POWER TO THE MUSIC PEOPLE: Internet ha dato grande potere alla gente. Qual è il vostro rapporto con la rete? E con la gente?

In questo momento la rete ci sta dando grande spazio , voi in primis, puoi proporre cose tue e renderle visibili ,ascoltabili a tutto il mondo, mi sembra una cosa fantastica, poi se piacciono tanto meglio. La gente per adesso risponde positivamente vedremo in seguito.

W. Distribuzione, promozione, diritti. Internet sta sconvolgendo i paradigmi del mercato musicale. Quale futuro per chi fa musica? E per chi l'ascolta?

La musica ormai è globalizzata, inutile tentare di fermare gli ingranaggi di internet , normale che in un mondo nuovo come questo trovi tanti pescecani che non aspettano altro che tirarti la fregatura ma come tutte le cose basta non essere ingordi e stare attenti. Per chi fa musica come noi è una manna e nello stesso tempo una competizione perchè come ci siamo noi ce ne sono altri 10.000 ed è dura saltare fuori. Per chi l'ascolta beh lo sappiamo tutti , ormai si trova di tutto in rete.

W. Come sapete Wiple è sponsor ufficiale del talento musicale. Cos?è il talento? Da dove viene? Bella domanda me lo chiedo anch'io , il talento forse è il saper esprimere quello che in un attimo ti passa per la testa e il cuore e riuscire a tradurlo con il tuo strumento musicale e non, da dove viene?

Dalla tenacia, dalla pazzia, forse anche dal riuscire a convincere la gente che quello che fai è bello.

W. Nel 2008 è uscito il vostro EP ‘GATES OF HELL’ (disponibile sul catalogo digitale di I-tunes n.d.r.) con cinque brani inediti e per quest’anno è prevista l’uscita del vostro primo album, con 12 pezzi che sviluppano e completano il concept dell’ EP. Qual è la data prevista per l’uscita? Dove dobbiamo andare per acquistare l’album?

Si abbiamo composto questi 5 pezzi e abbiamo voluto fare l'EP tutto registrato da noi in saletta prove con i nostri mezzi, in effetti un po si sente ma non fa nulla l'importante è che l'idea piaccia, dopo di questo abbiamo ricominciato a comporre altri pezzi inframezzati da periodi un po di magra compositiva, ma ci sta , poi dinuovo per incanto son saltati fuori altri 5 pezzi ormai in dirittura d'arrivo e gli ultimi 2 per arrivare a 12 saranno quelli più complicati. L'uscita è prevista per l'estate sempre che riusciamo a trovare una sala prove che non ci tolga la pelle dalle ossa, dato che è tutto autofinanziato, per comprarlo ? be fatecelo registrare poi si vedrà

W. Da diverse settimane oscillate felicemente nelle top 10 della classifica Wiple con il video di ‘Alterego’. Grande apprezzamento da parte del pubblico per questa splendida ballata. (http://www.wiple.it/index.php?page=showvideo&cod=425) Come è nata Alterego? Di cosa parla?

Tutti i gruppi Metal hanno fatto delle ballate, beh noi ci siamo detti facciamone una anche noi e ti devo dire che pur essendo uno dei pezzi che abbiamo fatto in primis regge bene , nata da continue prove di Francesco e Simone che mi dicevano" senti un po’ sto giro, come ti sembra? " beh è uscito fuori cosi dal" cazzeggio costruttivo " come lo chiamiamo noi. Questo lo devi chiedere a Francesco lui ideatore del testo, ma come tutte le ballate ha una vena molto sentimentale.

W. Un’altra band metal è nella top 10 Wiple: gli Isolation of Secrets, con il video omonimo: http://www.wiple.it/index.php?page=showvideo&cod=504
Vogliamo un giudizio spassionato sui vostri colleghi e sul loro pezzo!


Non posso che fargli i complimenti e un imbocca al lupo per i loro pezzi.

W. Usciamo da Wiple: chi sono i vostri miti? Andate ai concerti? Comprate musica?

Beh io ho iniziato ascoltando i Queen che di metal hanno ben poco , ma poi ho migrato verso Metallica , Iron, Megadhet, Judas Priest, Deep Purple insomma un po’ di tutto come anche i miei soci , anzi loro sono un po’ più estremi di me. Andiamo ai concerti l'ultimo è stato quello dei Children of Bodom , poche settimane fa, incredibili, bravissimi. Non vorrei sbilanciarmi, sai con internet.....

W. Che anno sarà il 2009 per i Born to Booze? Cosa vi aspettate dal futuro?

Penso un buon anno, spero ricco di soddisfazioni e belle date in giro per l'Italia. E dal futuro una bella mano e una dose di fortuna che fa sempre bene.

W. Volete mandare un saluto e un augurio al pubblico di Wiple?

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