
Si, insomma, è bello vedere che il popolo di internet è ancora in grado di riconoscere il valore della canzone d’autore. Nella nostra classifica ci sono band metal, rock, pop, tribute band, c’è chi fa musica elettronica e ci sei tu. Mi sembra che Wiple stia dimostrando che la musica, quando è buona musica, è in grado di toccare chiunque e che il vero talento musicale parli un linguaggio universale. Ci parli un po’ di te?
Innanzitutto voglio salutare tutto il popolo di Wiple e ringraziarvi per questa intervista. Spero di meritarmela! Dunque. In pratica suono da sempre, da quando ero bambino. Vi evito volentieri tutta la fasce dell’adolescenza e passo subito a parlarvi della splendida esperienza che ho vissuto come bassista con il gruppo “Altrocanto – La Tribù Acustica”, band composta da validissimi musicisti umbri che si è sempre mossa tra il folk, la musica popolare e d’autore, proponendo anche durante i live un notevolissimo repertorio di brani originali.
In breve, con la band ho fatto circa 250 concerti in tutta Italia, suonando spesso in luoghi prestigiosi (vedi Mostra del Cinema di Venezia), talvolta condividendo il palco con artisti come Edoardo Bennato, Avion Travel, Orchestra di Piazza Vittorio, Max Manfredi. Insomma un’esperienza molto formativa. Poi di seguito, sempre come semplice musicista, ho intrapreso un mio percorso di rivisitazione del repertorio dei grandi cantautori italiani. Da alcuni anni sono cantante e pianista dei Blu Mocambo-Tributo a Paolo Conte, chitarrista e pianista de Gli Sprassolati, e bassista de L’amore che strappa i capelli, quintetto interamente dedicato alla musica di Fabrizio De André.
Da un po’ di tempo poi, in contemporanea con gli altri progetti, ho intrapreso la strada cantautoriale. Ho inciso qualcosa con le mie sole forze e ho partecipato a qualche concorso in giro per l’Italia. I risultati sono stati davvero sorprendenti, alcune vittorie, qualche premio speciale e un’esibizione al MEI 2008, che considerata la mia breve esperienza da solista mi pare già un discreto risultato.
W. Da Paolo Conte a Fabrizio de André, da Ivano Fossati a Franco Battiato, il tuo amore per la musica sembra prediligere l’attenzione per il testo. E’ sempre accesa la diatriba sul fatto che cantautori di questo calibro siano o no poeti.
De Andrè disse: ‘Non sono un cantante bene, non sono un intellettuale. Sono solo uno che scrive canzoni guardandosi intorno.’
Condividi il suo punto di vista? Che opinione hai in merito?
Diciamo che dovrebbe essere così, ma poi nella realtà le cose stanno diversamente. De André è stato senza dubbio un intellettuale italiano. Forse oggi è cambiato il senso dell’essere intellettuale, rispetto a trenta o a quarant’anni fa e forse il cantautore ha subito una sorta di ridimensionamento da questo punto di vista. Per anni, da buona parte della cultura di questo paese, non solo musicale, il cantautore è stato considerato una specie di oracolo. Ora non è più così. E meno male.
Diverso è il discorso per quanto riguarda il rapporto tra poesia e canzone. Non possiamo dimenticarci che la poesia in qualche modo nasce “cantata” e dunque il negare potenzialità poetiche ad un testo musicale è frutto secondo me di un riflesso accademico, teso a difendere la forma-poesia canonica, che in larga parte è quella insegnata nelle scuole: la forma squisitamente scritta. Ciò nonostante esistono delle differenze sostanziali tra la forma canzone e quella poetica propriamente detta. Per esempio, per raggiungere il proprio scopo, la canzone può servirsi della suggestione della musica: una bella scorrettezza nei confronti dei poeti stonati, costretti a riempire il silenzio soltanto con le parole!
W. La scuola genovese, la scuola bolognese, quella napoletana…ci sono ancora le scuole?Qual è il substrato sul quale si forma oggi un cantautore? Quali sono le strade che deve percorrere per fare conoscere la propria musica?
Non ho mai creduto nell’esistenza delle scuole. Se andiamo a guardare bene esistono delle differenze evidenti di stile e di linguaggio anche tra coloro che provengono dalla stessa radice geografica. Non vedo ad esempio grandi affinità tra un De André e un Bindi, per restare nell’ambito della cosiddetta scuola genovese.
Tuttavia se si parla di scuola genovese, romana, napoletana, milanese e cosi via, è perché queste città, proprio in quanto “città”, hanno offerto agli artisti un osservatorio privilegiato sulla civiltà e sui suoi cambiamenti.
E questo in un’epoca in cui i grandi temi sociali erano sulla bocca di ogni artista risultava essere un grande vantaggio. Oggi, in un’epoca dove mi pare si tende a privilegiare le piccole storie e il vissuto personale dell’artista, questo fattore non ha più la stessa centralità e infatti non si parla praticamente più di scuole.
Tuttavia la città mantiene ancora la sua importanza per quanto riguarda le possibilità di accesso all’industria discografica, su questo non ci sono dubbi.
W. Qual è in sostanza il futuro della canzone d’autore in Italia?
E’ difficilissimo rispondere, anche perché bisognerebbe prima domandarsi cosa si intende esattamente per musica d’autore, ma si tratta di un discorso che va avanti da decenni, e non mi pare questa la sede appropriata per discuterne.
Eppure la scarsa definizione di questo concetto è una delle cause principali della crisi, in senso discografico, della musica d’autore.
Molti critici per esempio, a mio modo di vedere, si fanno letteralmente fregare e finiscono per considerare musica d’autore tutto ciò che risulta in qualche modo ben curato, ben vestito, ben levigato. Anche se spesso, a ben guardare, sotto questa patina di eleganza, c’è ben poco a livello di scrittura musicale.
Così si finisce inevitabilmente per mortificare chi al contrario ha qualcosa da dire. Ecco, se proprio dovessi sbilanciarmi, direi che nella canzone d’autore deve esserci soprattutto sostanza, al di là degli abbellimenti. Finché non si fa chiarezza su questo punto quelli veramente bravi faranno sempre una gran fatica ad emergere e contestualmente la canzone d’autore scivolerà verso lo svilimento più totale.
W Chi tra i cantautori emergenti ti sembra avere più talento?
Beh, Max Manfredi, Bersani, Gazzé, Silvestri, Pacifico, Pino Marino. Anche se devo dire che questi qui non sono più tanto giovani! Ahime…è da questo cose che si capisce quando uno sta invecchiando. A parte gli scherzi ci sono molti bravi cantautori e cantautrici in giro per la penisola, ma bisogna andarseli a cercare. Uno su tutti? Dente.
W. Come sai Wiple è sponsor ufficiale del talento musicale. Cos'è il talento? Da dove viene?
E’ un fattore con cui alla fine devi fare i conti e che può anche confonderti le idee. Il problema, come in molte altre cose, è la consapevolezza di se stessi e dei propri limiti. La cosa più difficile in assoluto è percepire quanto talento si ha realmente per una determinata cosa. Poi c’è da capire se è il caso o no di insistere e dedicare la propria esistenza a coltivare quel talento. E’ difficile, ma ad un certo punto diventa necessario.
W. Torniamo a te. Di cosa parla “La scatola di soldatini morti”? (http://www.wiple.it/index.php?page=showvideo&cod=401)
Perdonatemi se non risponderò compiutamente a questa domanda, anche se capisco il legittimo interesse e la curiosità che può nascere di fronte ad un testo non esattamente esplicito, come quello de La scatola di soldatini morti. Anch’io, nell’analizzare composizioni testuali ben più meritevoli di questa, ho spesso cercato di decifrare con precisione le intenzioni dell’autore. E’ un istinto naturale.
Tuttavia non mi riesce di parlare del significato delle mie canzoni, devo ammettere che mi imbarazza, non ne sono capace.
Posso dire senz’altro che non si tratta di una canzone pacifista, non è questa la chiave di lettura. Più di questo onestamente non sono in grado di dire. Mi perdonate?
W. Per questo brano hai ricevuto una serie di premi e riconoscimenti:premio per il Miglior testo al primo Festival della canzone d’autore di Albanella con il brano nel 2006. L’anno seguente Premio nazionale di Musica d'autore Cantautori Bitontosuite, Nel giugno 2007 il premio per il Miglior testo al concorso per musica d'autore Palco in Piazza di Due Carrare. Nel dicembre dello stesso anno 1° premio ex aequo del concorso per musica acustica Risonanze Unplugged di Limena . Nel 2008 vinci il concorso Sing your Song di San Demetrio né Vestini.Complimenti! Invito tutti i nostri lettori a leggere il testo: http://www.poesieitaliane.it/poesie_italiane_01.php?idt01=2445
Dimmi, tu con cosa baratteresti la realtà?
Con quel maledetto ed introvabile vinile di Ivan Graziani che inseguo da anni! Prima o poi ti trovo, è una promessa!
W. Il grido di WIPLE E' POWER TO THE MUSIC PEOPLE: Internet ha dato grande potere alla gente. Qual è il tuo rapporto con la rete? E con la gente?
Sarò consapevolmente retorico. Il mio rapporto con la rete migliora a vista d’occhio. Abbiamo vissuto una rivoluzione grandiosa, quella informatica, e come spesso accadde a molti di coloro che hanno in sorte di vivere in prima linea certi stravolgimenti, mi sono fatto trovare impreparato. Affezionato come molti ai miei riferimenti e ai miei riti, l’impatto iniziale è stato all’insegna della diffidenza.
D’altra parte qui non si sta parlando di un semplice avanzamento della tecnica ma di un radicale mutamento del modo di pensare e relazionarsi del genere umano.E dunque arriva un momento in cui una persona deve capire che rimanendo ai margini, aggrappata alle proprie convinzioni, rischia seriamente di smarrire gli strumenti per leggere, capire e infine codificare, ognuno secondo il proprio talento appunto, il mondo e gli uomini. Quello è il momento di rimettersi in discussione e io, anche da un punto di vista musicale, mi sto sforzando di farlo, anche se in tutta sincerità fatico non poco.
Ah…il mio rapporto con la gente è stazionario. Grazie!
W. Dove ti porta in questo momento la vita? E la musica?
Si spera sempre che le due cose coincidano. Per ora tra le due c’è reciproca stima.
W. Che anno sarà il 2009 per te?
Continuerò con i miei vari progetti e soprattutto mi impegnerò a crescere a livello compositivo, ad abbandonare certi schemi che ancora non sono riuscito del tutto a scrollarmi di dosso. Devo ammettere che è più faticoso di quanto credessi.
W. Dove potremo vederti suonare?
L’estate è vicina e proprio in questo periodo con i miei amici musicisti stiamo fissando alcune date in giro per l’Italia. Vi do appuntamento sulla mia pagina www.myspace.com/gianmarcofusari per tutti gli aggiornamenti.
W. Grazie Gianmarco e in bocca a lupo per tutto! Vuoi mandare un saluto e un augurio ai lettori di Wiple?
Certamente. Saluto e ringrazio i lettori e mando un grande in bocca al lupo a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno scelto Wiple per promuovere la propria musica. Mi congratulo con voi, ottima scelta!!!
